{"id":203,"date":"2024-04-13T18:49:15","date_gmt":"2024-04-13T18:49:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/?p=203"},"modified":"2024-06-05T13:56:13","modified_gmt":"2024-06-05T13:56:13","slug":"titolo-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/2024\/04\/13\/titolo-1\/","title":{"rendered":"Guarini. Cappella della Sindone"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<p>Dopo il terribile incendio dell\u2019aprile 1997 e le primissime operazioni emergenziali di messa in sicurezza effettuate dai vigili del fuoco nei giorni immediatamente successivi, \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di eseguire indagini approfondite (il cosiddetto \u201ccantiere della conoscenza\u201d).<\/p>\n<p>Attenzione centrale \u00e8 stata dedicata alla diagnosi dello \u201cstato di salute\u201d dei blocchi di marmo (pi\u00f9 di 5000\u2026), schedati e valutati singolarmente nell\u2019alterazione subita a seguito dell\u2019incendio e nelle capacit\u00e0 superstiti di reggere, che sono state per quanto possibile salvaguardate. Gli elementi troppo degradati per essere consolidati e rafforzati in situ sono stati sostituiti rispettando il pi\u00f9 possibile la struttura originaria.<\/p>\n<p>\u00c8 in questa fase che la riflessione metodologica porta, dopo lungo dibattito, a stabilire l\u2019obiettivo di \u201crestituire alla collettivit\u00e0 la Cappella, non come testimonianza lacerata di una grande architettura, ma come edificio da godere\u201d, come scriveva nel 2008 Mirella Macera, della Direzione Regionale, attraverso un completo ripristino, nel rispetto delle tecniche e dei materiali utilizzati da Guarini nel Seicento, cos\u00ec da restituire la visione originale della Cappella anche nella sua componente estetica.<\/p>\n<p>\u201cUn restauro riabilitativo, non una ricostruzione\u201d, come ha ricordato\u00a0Luisa Papotti, allora Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Citt\u00e0 metropolitana di Torino in occasione della riapertura della cappella nel settembre 2018.<\/p>\n<p>In assenza di materiali documentari o grafici risalenti a Guarini stesso, \u00e8 stato svelato il singolare progetto della Cupola, con un complesso incastro di conci di marmo nero e grigio di Frabosa, con incatenamenti in ferro che tengono insieme\u00a0la parte muraria e quella di marmo.\u00a0A livello struttrale, nel \u201cguscio\u201d interno la pietra e la muratura costituiscono un tutt\u2019uno, in cui tuttavia prevale la funzione portante dovuta ai conci di marmo (congiuntamente al sistema di elementi metallici),\u00a0che diviene decisiva a mano a mano che si procede verso la sommit\u00e0 del cestello.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 la denominazione della pietra merita qualche precisazione per distinguere tra materiali diversi che non di rado vengono indicati genericamente come \u201cmarmo\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;<em>La parola <\/em>Lapis <em>pei latini era generica, com&#8217;\u00e8 per noi la parola pietra<\/em><em>\u2026<\/em><em> Per<\/em> Marmora <em>poi intendevano tutte le pietre di decorazione e di ornato, che tagliate prendessero un bel pulimento<\/em><em> (<\/em><em>lucidatura<\/em><em>)<\/em><em>. Per tale principio confondevano tutte le sostanze, e indistintamente chiamavano marmi tanto le terre calcari, quanto le serpentine, i gessi, <\/em><em>le basalti<\/em><em>, i graniti<\/em><em>\u00a0<\/em><em>e qualunque altra pietra: ma i <\/em><em>mineralogi<\/em><em> riconoscono per marmi quelle sole pietre che sono formate di carbonato di calce<\/em><em> e<\/em><em> che fanno effervescenza cogli a<\/em><em>cidi<\/em>&#8221;\u00a0(Faustino Corsi, &#8220;Delle pietre antiche&#8221;, Roma, 1845).<\/p>\n<p>Il carbonato di calcio, costituente principale del marmo, come del calcare, \u00e8 bianco e poco solubile in acqua, capace di conferire ai materiali durabilit\u00e0 e stabilit\u00e0 rispetto alle sollecitazioni ambientali. Tuttavia, esso presenta alcune debolezze. Una, ricordata sopra, \u00e8 la sua sensibilit\u00e0 all\u2019azione degli acidi che lo dissolvono facendolo \u201cfriggere\u201d in seguito allo sviluppo di anidride carbonica. In secondo luogo, il carbonato di calcio, quando viene riscaldato, si decompone intorno agli 800\u00b0 C, liberando anidride carbonica e trasformandosi nella cosiddetta calce viva. Questo processo \u00e8 alla base della produzione di calce usata nelle costruzioni, usando come materiali di partenza pietre non molto pregiate di natura calcarea. \u00c8 facile comprendere, di conseguenza, le radicali trasformazioni cui viene sottoposto un blocco di marmo in presenza di un incendio.<\/p>\n<p>All\u2019effetto devastante dell\u2019elevata temperatura va aggiunto un aumento di volume che caratterizza i materiali quando vengono riscaldati. I blocchi di marmo a contatto con le fiamme hanno subito dilatazione termica con conseguenti tensioni, frammentazione e fratture.\u00a0In particolare il marmo di Frabosa,\u00a0di colore nero con venature bianche,\u00a0dunque di composizione non omogenea, pu\u00f2 subire dilatazione differenziata nelle parti di colore diverso\u00a0e gi\u00e0 prima del restauro degli anni \u201890 si era osservato che presentava una certa suscettibilit\u00e0 al degrado.<\/p>\n<p>La vampata dell\u2019incendio dell\u2019aprile 1997 ha letteralmente \u201ccotto\u201d la pietra, che ha perso consistenza nella parte pi\u00f9 esterna e ha assunto toni grigi e rossastri sulla superficie. Le tensioni dovute alla dilatazione termica ne hanno compromesso la tenuta per cui i conci risultavano\u00a0 fratturati in tutto il loro spessore, con riduzione significativa delle loro capacit\u00e0 portanti.<\/p>\n<p>La sostituzione (previa riapertura per l\u2019occasione di una cava di marmo a Frabosa) dei 1.550 elementi gravemente danneggiati e il consolidamento dei restanti 4\u00a0mila, seguita da integrazioni delle lacune e restituzione anche estetica della superficie lapidea, suscita oggi in chi varca la soglia della Cappella commozione e meraviglia.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il terribile incendio dell\u2019aprile 1997 e le primissime operazioni emergenziali di messa in sicurezza effettuate dai vigili del fuoco nei giorni immediatamente successivi, \u00e8 emersa la necessit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":294,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-203","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-restauro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=203"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":259,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203\/revisions\/259"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=203"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=203"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}