{"id":284,"date":"2024-06-05T10:38:53","date_gmt":"2024-06-05T10:38:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/?p=284"},"modified":"2024-06-05T11:02:41","modified_gmt":"2024-06-05T11:02:41","slug":"basilica-di-san-francesco-ad-assisi-artisti-tecniche-restauri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/2024\/06\/05\/basilica-di-san-francesco-ad-assisi-artisti-tecniche-restauri\/","title":{"rendered":"Basilica di San Francesco ad Assisi \u2013 Artisti, tecniche, restauri"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La decorazione pittorica della Basilica di San Francesco ad Assisi \u2013 comprendente due basiliche, quella Superiore e quella Inferiore \u2013 rappresenta senza dubbio uno dei cantieri pi\u00f9 significativi del Duecento, in cui intervennero numerosi artisti. In primo luogo il maestro di san Francesco a cui la Galleria Nazionale dell\u2019Umbria di Perugia ha dedicato una mostra (L\u2019enigma del maestro di San Francesco, fino al 9 giugno 2024). Poi, molti altri, tra cui, Simone Martini, il giovane Giotto, Pietro Cavallini e il celeberrimo Cimabue. Quest\u2019ultimo esegu\u00ec nella Basilica Inferiore una Maest\u00e0 (Madonna in trono) con San Francesco, nella Basilica Superiore gli affreschi del transetto e dell\u2019abside tra cui spiccano due Crocifissioni. In questa area della Basilica si osserva un fenomeno di degrado che altera in modo radicale gli equilibri cromatici, trasformando zone originariamente bianche in marroni-brune. Il fenomeno \u00e8 particolarmente evidente nella Crocifissione del transetto sinistro, una delle scene pi\u00f9 importanti, concordemente attribuita al maestro. Quando Giorgio Vasari la vede nel Cinquecento osserva: \u00abLa quale opera veramente grandissima e ricca e benissimo condotta, dovette, a mio giudizio, fare in que\u2019 tempi stupire il mondo, &#8230; a me parve bellissima, pensando come in tante tenebre potesse veder Cimabue tanto lume\u00bb a conferma che l\u2019inscurimento era gi\u00e0 visibile. Si tratta del cosiddetto annerimento della biacca (o bianco piombo), un pigmento usato nella storia della pittura e anche per usi civili (ad esempio per intonacare i muri&#8230;) dall\u2019antichit\u00e0 fino all\u2019Ottocento, poi sostituito per motivi di tossicit\u00e0. Il bianco piombo (chimicamente, carbonato basico di piombo) \u00e8 un pigmento sintetico, che non viene prelevato in natura, ma da sempre preparato attraverso un procedimento chimico descritto gi\u00e0 dalle fonti antiche come Plinio e Vitruvio. Come abbiamo detto, in determinate condizioni esso pu\u00f2 degradarsi a marrone e nero. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere dovuto alla formazione di solfuro di piombo (formula chimica PbS) nero, per interazione del pigmento bianco con inquinanti atmosferici, oppure per la compresenza nella stessa stesura pittorica di un pigmento a base di solfuro, incompatibile con la biacca. Nell\u2019affresco, pittura eseguita su intonaco ancora umido, per effetto dell\u2019umidit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 frequente che si verifichi un fenomeno di ossidazione con formazione di biossido di piombo (formula PbO<sub>2<\/sub>), marrone scuro. Esistono trattamenti per \u201cschiarire\u201d nuovamente le zone annerite ma al giorno d\u2019oggi si applicano raramente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi, la cosiddetta Maest\u00e0 di Cimabue, che comprende anche una delle pi\u00f9 antiche e fedeli raffigurazioni di San Francesco, \u00e8 un affresco realizzato nel transetto intorno al 1285-90, unanimemente ritenuta opera del maestro. Lo storico dell\u2019arte Luciano Bellosi la defin\u00ec \u00abun enorme disegno scolorito\u00bb, evidenziandone lo stato di conservazione precario che non impediva, tuttavia, di cogliere \u00abil grande respiro di questa composizione e la nuova fluidit\u00e0 che la caratterizza\u00bb. Oltre alle problematiche ambientali legate ai numerosissimi visitatori, l\u2019opera era stata oggetto lungo i secoli di riprese e ridipinture, con sovrammissioni particolarmente significative nei restauri ottocenteschi e, pi\u00f9 recentemente, applicazione di un protettivo superficiale di natura polimerica che con il tempo aveva alterato in modo radicale la superficie, rendendola lucida e ingiallita. La tecnica di Cimabue, con finiture a secco al di sopra della pittura eseguita a fresco, pi\u00f9 durevole all\u2019invecchiamento, ha contribuito ad accrescerne la fragilit\u00e0 e il degrado, rendendo necessario, dopo 50 anni dall\u2019ultimo restauro, un nuovo intervento. Questo \u00e8 stato realizzato nel corso del 2023 dalla ditta Tecnireco di Spoleto, sotto la direzione del capo-restauratore del Sacro Convento Sergio Fusetti e la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell\u2019Umbria, grazie a un generoso contributo della casa automobilistica Ferrari. La presentazione del restauro, accompagnata dallo svelamento dell\u2019opera, ha fatto riemergere la luminosit\u00e0 della superficie pittorica e delle dorature, rese ormai invisibili dallo strato di sporco, restituite da un accuratissimo lavoro pulitura, spesso effettuato sotto ingrandimento. Le indagini diagnostiche non invasive basate sull\u2019interazioni di varie radiazioni, come i raggi X e gli infrarossi, con la materia pittorica, hanno consentito di restituire uniformit\u00e0 al saio della figura di Francesco e confermato l\u2019integrit\u00e0 originaria, ascrivibile a Cimabue del volto del santo, \u201cliberato\u201d da aggiunte ottocentesche in occasione del restauro effettuato dall\u2019Istituto Centrale negli anni \u201870. Un progetto di manutenzione con spolveratura annuale, operazione semplicissima ma raramente praticata dopo i restauri, fa ben sperare per il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decorazione pittorica della Basilica di San Francesco ad Assisi \u2013 comprendente due basiliche, quella Superiore e quella Inferiore \u2013 rappresenta senza dubbio uno dei cantieri pi\u00f9 significativi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":291,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-restauro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=284"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":285,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284\/revisions\/285"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}