{"id":481,"date":"2026-03-29T20:39:32","date_gmt":"2026-03-29T20:39:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/?p=481"},"modified":"2026-03-29T20:57:15","modified_gmt":"2026-03-29T20:57:15","slug":"santa-sofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lucianaruatta.com\/progetti\/index.php\/2026\/03\/29\/santa-sofia\/","title":{"rendered":"Santa Sofia. Istanbul"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Basilica di Santa Sophia a Istanbul, vertice e paradigma dell\u2019architettura cristiana orientale, rappresenta<br>indubbiamente un unicum senza eguali. In essa dal V all\u2019XI secolo ha pregato la chiesa indivisa, poi fino al<br>XV secolo la chiesa d\u2019Oriente, quindi fino al XX secolo &#8211; il primo febbraio 1953 \u00e8 stata trasformata in museo &#8211;                     \u00e8 appartenuta ai fedeli di Allah. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019edificio attuale, tornato ad essere moschea recentemente, unisce elementi bizantini e islamici armoniosamente uniti e si propone come luogo di contemplazione comune a tutti, come testimoniato dal suo inserimento nei beni riconosciuti dall\u2019Unesco Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0.<br>Dedicata alla Santa Sapienza divina, lungo i secoli da sempre desta l\u2019ammirazione di chi la contempla. Gli<br>autori al tempo della sua costruzione la magnificano: \u00abSpettacolo di suprema bellezza\u2026 Tanto trabocca di<br>luce e i raggi del sole vi scintillano, che il sito non si direbbe illuminato esternamente dal sole, semmai che<br>la luminosit\u00e0 vi gemini intrinseca\u00bb, (Procopio di Cesarea, 550 circa).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il poeta greco Paolo Silenziario, dopo i restauri della cupola crollata per il terremoto del 558, esaltava la bellezza dei marmi dove \u00absu lastre quadrate o ottagonali, vedrai le venature riunite in un decoro: connesse in tal modo le lastre imitano la<br>bellezza di immagini viventi\u00bb In effetti l&#8217;imperatore, per sottolineare la forza simbolica del potere imperiale,<br>aveva fatto venire pietre pregiatissime da tutto l&#8217;impero: colonne dal tempio di Artemide di Efeso, porfido<br>egiziano, marmo verde dalla Tessaglia, e molte altre. La combinazione armoniosa di una pianta centrale e di<br>una struttura basilicale culmina in un grande spazio centrale coperto dalla cupola \u2013 audace esperimento di<br>statica &#8211; da cui si origina ogni forma, luce, colore. A partire dal IX secolo si aggiungono le prime decorazioni<br>figurative mosaicate: il Pantocratore circondato da una moltitudine di angeli, la Vergine in trono; poi (1250<br>circa) nel matroneo sud, la straordinaria Deesis con la Vergine, Cristo, San Giovanni Battista, solo<br>parzialmente conservata.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche gli Ottomani non rimasero indifferenti al suo fascino. \u00abO sufi, se cerchi il Paradiso, Ayasofia del<br>Paradiso \u00e8 sommo cielo\u00bb. Cos\u00ec si esprime il cronista Tursun Bey, testimone della conquista di Costantinopoli<br>nel 1453, sottolineando che la cupola \u00abrivendica eguaglianza con le Nove Volte celesti\u00bb, e probabilmente<br>nessun ingegnere contemporaneo sarebbe stato in grado di replicarla. Quando viene trasformato in<br>moschea, l\u2019edificio era in pessimo stato; il sultano ne ordin\u00f2 la pulizia e la riqualificazione, aggiungendo<br>alcuni elementi utili alla sua nuova funzione:, come il mi\u1e25r\u0101b orientato verso la Mecca. Un secolo dopo,<br>l&#8217;edificio inizi\u00f2 a mostrare nuovi segni di cedimento e venne rinforzato con elementi strutturali esterni ad<br>opera del grande architetto ottomano Sinan, che aggiunse anche due minareti.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019Ottocento, essendo l\u2019edificio ancora fatiscente e fragile, il sultano Abd\u00fclmecid I avvi\u00f2 un vero e proprio<br>intervento di restauro, sotto la direzione dell&#8217;architetto ticinese Gaspare Fossati, assistito dal fratello<br>Giuseppe, che in Turchia godevano di ottima fama per vari lavori ben eseguiti, tra cui la costruzione<br>dell\u2019ambasciata di Russia a Istanbul.<br>Tra il 1847 e il 1849 essi procedettero a un consolidamento statico della cupola e delle volte; quindi, a una<br>ripulitura delle superfici lapidee e musive degli interni e a una ridecorazione delle superfici. I mosaici<br>bizantini superstiti vennero scoperti e poi nuovamente ricoperti con uno strato di scialbo, per rispetto della<br>sensibilit\u00e0 islamica. A partire dagli anni \u201940 del Novecento ha inizio un percorso sistematico di studio e<br>restauro di Hagia Sophia ad opera del Byzantine Institute of the United States insieme al Dumbarton Oaks<br>Field Committee che ci conduce fino ai nostri giorni, con l\u2019ultimo grande restauro della cupola, condotto dal<br>Ministero della Cultura e concluso nel 2010, che ha consentito dopo 17 anni di ammirarla nella sua<br>interezza. Sono stati anche riportati alla luce i volti, prima nascosti, di quattro cherubini nei pennacchi. Da<br>allora si susseguono altri cantieri di dimensioni pi\u00f9 ridotte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Basilica di Santa Sophia a Istanbul, vertice e paradigma dell\u2019architettura cristiana orientale, rappresentaindubbiamente un unicum senza eguali. 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